Se è vero che negli ultimi anni ci sono stati tentativi, più o meno riusciti, di destagionalizzarlo, il panettone rimane, insieme al pandoro, uno dei simboli più amati e riconoscibili del Natale. Declinato in mille varianti – artigianale o industriale, classico o innovativo, scelto nella pasticceria di fiducia o firmato da grandi chef e brand del fashion – torna puntuale, a dicembre, la scelta del lievitato che sarà protagonista sulla tavola natalizia o tra i doni da scambiare con familiari, amici e colleghi. Perchè il panettone rimane, oltre ad un dolce-icona da assaporare, anche uno dei regali più classici e graditi. Ma anche un importante comparto economico: panettone e pandoro insieme valgono 600 milioni di euro, con una produzione di 90.000 tonnellate, secondo i dati di Unione Italiana Food. Positivi i dati dell’export, che vale 113 milioni di euro. Per l’Osservatorio Sigep (salone internazionale dedicato a pasticceria, gelateria, panificazione, cioccolato, caffè e pizza, 16-20 gennaio 2026 a Rimini) “nonostante il minor potere d’acquisto, il dolce resta un rifugio. A ottobre 2025 si è registrato un +28% sui lievitati rispetto all’anno precedente e all’estero i risultati sono straordinari: +28% a Parigi, +40% a New York, +80% a Hong Kong”. L’amore degli italiani per pandoro & panettone è confermato dall’indagine di AstraRicerche per Unione Italiana Food, che esplora il legame emozionale che ci lega ai lievitati da ricorrenza: il 70% degli italiani non rinuncia a nessuno dei due. Ma quando si tratta di scegliere tra una fetta di pandoro o di panettone, la bilancia pende leggermente in favore del pandoro (52,6%) contro il panettone (47,4%). Lo scorso Natale il 41,3% degli intervistati ha degustato il proprio dolce preferito tra le 5 e le 8 volte, confermando il forte legame emotivo e culturale.
Ma come orientarsi in un’offerta sempre più ricca e variegata? Ecco la guida di WineNews ai panettoni del Natale 2025.
Ma il vero focus del 2025 sono i panettoni salati: quelli del super-pizzaiolo Manuel Maiorano parla toscano, ed è a base di pancetta di Cinta Senese, pecorino della Garfagnana e marroni del Mugello glassati.
Fonte: Wine news